Senso e Scopo

Quando qualcosa è senza senso?

Senso e scopo, messaggi capaci di attivare le emozioni. Il senso delle cose sta nella loro connessione, nella possibilità di trasformare le informazioni e connetterle.

Quante volte riceviamo messaggi realmente capaci di mettere in relazione le informazioni e creare, così, un senso più profondo? Un senso e uno scopo.

Con queste domande, negli scorsi mesi mi sono dedicata alla lettura di due libri a proposito di comunicazione e social network.  Due libri non tecnici ma con una osservazione degli spazi e dei modi. 

Spazi in cui creare condivisione, modi per farlo coerentemente.

Questo perché sento un profondo bisogno – sia come autrice di contenuti ma anche come lettrice – di approcciare questo argomento in una maniera diversa. 

Sento di voler ritrovare il senso di quello che faccio e staccarmi dai concetti più commerciali legati alla comunicazione come marketing e come consumo di contenuti.

Ecco, avevo bisogno di riflettere sul senso e sullo scopo del comunicare.

Ho cominciato con La società della performance – Come uscire dalla caverna di Maura Gancitano e Andrea Colamedici e nel frattempo usciva Come i social hanno ucciso la comunicazione. Con una proposta per la nuova era di Guido Bosticco e Giovanni Battista Magnoli Bocchi

Si sono intrecciati pensieri e riflessioni e nel cercare ho trovato la necessità di dare un senso più profondo. Un senso profondo per chi scrive e per chi legge, ascolta, guarda. 

Community, Engagement, Reach, Follower e tante altre parole che ci hanno fatto perdere la concretezza di cui la comunicazione ha – anche – bisogno.

Una concretezza fatta sì di sogni, di ideali, di visioni ma capace di parole oneste rivolte a persone vere. 

Ecco, “Come i social hanno ucciso la comunicazione.” si apre così:

“C’è un cambiamento climatico che non scioglie i ghiacciai […]. E una metamorfosi del clima umano, il cambiamento del modo in cui interagiamo, […]”.

e io in questa frase di apertura ci ho trovato già un pezzo importante, una tessera del mosaico che sento di voler costruire da qui in avanti partendo da una metamorfosi che sta negli spazi sociali digitali ma che al tempo stesso non ignora che quegli spazi sono pura, vera, terribile e meravigliosa realtà.

Ed è inutile vivere in funzione dell’algoritmo. 

Forse basta solo iniziare a concentrarci sull’essere sinceri e veri, a dire cose che ci assomigliano.

Ecco io ci auguro per i mesi che verranno di trovare senso e scopo in quello che facciamo.

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