Giusto e sbagliato non servono a niente.

Giusto e sbagliato implicano l’espressione di un giudizio e sono abbastanza inutili ai fini dell’apprendimento. Come trasformare il feedback correttivo in feedback informativo e costruttivo?

Ci sono molte strategie per fornire un feedback, a seconda del contesto, del tipo di istruzione, degli obiettivi e del livello di competenza della persona a cui ci rivolgiamo.

Come costruire senza giudicare? La differenza è tra ciò che ci fa fiorire e ciò che inaridisce.

Viviamo in un sistema, scolastico e professionale, orientato al risultato, ignorando metodo e processo. Risultati e obiettivi contano più della crescita, dello sviluppo e delle azioni che compiamo per migliorarci.
Siamo la società della performance.

L’approccio cambia se l’accento va sulle persone invece che sulle loro performance e, quindi, sulla capacità di guardare in avanti.

Feedback a Feedforward

Quante volte abbiamo chiuso una telefonata o una mail chiedendo o attendendo un feedback?
Se, invece, iniziassimo a chiedere un feedforward?

La differenza sta tra guardare in prospettiva o in retrospettiva.

Una mostra retrospettiva, ad esempio, racconta l’evoluzione di un3 artista fino ad un determinato momento. Ma, ovviamente, non consente di guardare al suo futuro.

Nei percorsi formativi è proprio al futuro che abbiamo bisogno di guardare. Studiamo, impariamo, esperiamo proprio con la consapevolezza di star costruendo il nostro futuro: umano e professionale.

Il termine Feedforwarding nasce da Marshall Goldsmith e Jon Katzenbach, con l’obiettivo di evidenziare i benefici di una comunicazione focalizzata sul futuro. Ovvero, costruire senza giudicare.

La principale differenza tra Feedback e Feedforward è abbastanza chiara: sta nell’etimologia delle due parole.

Il cuore pulsante di questi termini è feed – nutrimento. Se da una parte viene “restituito indietro” (back), dall’altra viene “proiettato” in avanti (forward). E cos’è un nutrimento se non qualcosa che aiuta a crescere?
A diventare grandi, ovvero capaci, consapevoli, attenti, migliori del giorno precedente.

Così, si può risolvere un problema senza focalizzarsi sulle critiche, orientandoci verso la costruzione di azioni e relazioni efficaci nel futuro. In più, questo approccio consente di offrire alternative di azione per prevenire conflitti e favorire l’auto-sviluppo della relazione.

Perché un feedforward è più efficace di un feedback?

  1. Progettazione – Portare l’attenzione sulla progettazione ci aiuta a compiere azioni su misura per noi
  2. Soluzione – Concentrarci sulla soluzione del problema invece che sul perché non sia ancora stato risolto
  3. Miglioramento – Le persone preferiscono sapere come migliorarsi invece che essere mortificate per i loro errori
  4. Riduzione degli stereotipi – Farsi portatori del cambiamento, scostandosi dalla ripetizione, significa proiettarsi
  5. Efficacia – Proporre due idee per il futuro è più efficace di sottolineare quattro errori del passato

I benefici sono evidenti anche nel lavoro condiviso, quando è necessario ascoltare attivamente.
Quando gli altri parlano, siamo così occupat3 a comporre una risposta che ci farà sembrare intelligenti da ascoltare distrattamente l’altr3. Se alla dialettica persuasiva si predilige il confronto costruttivo e propositivo, l’energia sarà dedicata all’ascolto e non a costruirsi una risposta adeguata.

Quali alternative ci sono per costruire senza giudicare?

Commenti direttivi – grazie a delle indicazioni provano a proporre soluzioni per evitare l’errore, migliorare il processo, rendere più efficace un metodo. Prescindono da giusto o sbagliato per focalizzarsi su proposte e consigli.

Commenti epistemici – hanno a che fare con lo sviluppo della conoscenza e, grazie all’uso di domande, non indicano come fare meglio ma ne evidenziano la possibilità. Questo induce l’allievo a porsi nella posizione di migliorare e a trovare in autonomia la strada per farlo.

Occuparsi di formazione, quindi, vuol dire essere consapevoli che non esistono itinerari uguali per tutti. Ognuno ha la sua mappa, la sua velocità, i suoi mezzi e i suoi obiettivi.

A me piace intendere la formazione aziendale e professionale come un percorso, un processo di trasformazione individuale di cui beneficia la collettività. Sia essa rappresentata da un team di lavoro o dai clienti.

Pic by Glen Carrie on Unsplash

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